• Bonus verde 2018: cos'è e come funziona detrazione giardini terrazzi

    Il Bonus verde 2018 giardini terrazzi e balconi è la nuova detrazione fiscale introdotta con la nuova Legge di Bilancio 2018, il cui testo è stato appena approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 16 ottobre ed ora passa al Senato.
    Con la Legge di Bilancio 2018, Manovra da 20 miliardi di euro, entrano in vigore diverse novità a partire dall'istituzione del bonus verde e dalla stabilizzazione dell'Ecobonus 2018 per i condomini per 5 anni mentre per le case private, uffici, negozi e capannoni, la detrazione 65% è prorogata per tutto il 2018 insieme al bonus ristrutturazioni, mobili ed elettrodomestici.
    Da annoverare tra le novità 2018 anche la modifica della percentuale di detrazione per chi sostituisce finestre ed installa caldaie a condensazione che nel 2018 scende dal 65% al 50% mentre quella che spetta a chi sostiene spese per la rimozione dell'amianto passa dal 50% al 65%.
    A questo punto andiamo a vedere nello specifico il bonus verde 2018 cos'è e come funziona, a chi spetta e quando la nuova detrazione 36% fino a 5.000 euro per chi effettua spese per la sistemazione del verde di aree scoperte di pertinenza delle unità immobiliari di qualsiasi tipo: giardini, terrazzi, balconi anche condominiali, anche se con impianti di irrigazione e recupero del verde storico.

    Bonus verde 2018: cos'è e come funziona?
    Che cos'è il bonus‪ verde 2018? Il bonus verde è una nuova detrazione fiscale inserita nel nuovo testo della Legge di Bilancio 2018 in corso di approvazione da parte del Parlamento Italiano, proprio in questi giorni.
    Il bonus verde 2018, che prenderà il via ufficiale dal 1° gennaio 2018, a detta del Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, Maurizio Martina è "una misura contro l'inquinamento e opportunità per nostro florovivaismo", dal momento che il nuovo bonus 2018 consiste in una detrazione per chi sostiene spese per la sistemazione del verde di aree scoperte di pertinenza delle unità immobiliari private di qualsiasi genere, per cui terrazzi, giardini, balconi, anche condominiali, anche se attraverso impianti di irrigazione e lavori di recupero del verde di giardini di interesse storico.
    Come funziona il bonus verde? Il bonus verde funziona in modo analogo alle altre detrazioni fiscali attualmente in vigore che sono state tra l'altro prorogate per tutto il 2018, stiamo parlando dell'Ecobonus 2018, del bonus ristrutturazione 2018, sismabonus e bonus condomini e bonus mobili ed elettrodomestici 2018
    A partire dal 1° gennaio 2018, pertanto, tutti i cittadini che sosterranno spese di sistemazione del verde e di recupero del verde storico, potranno beneficiare di una nuova detrazione fiscale pari al 36%.
    Il nuovo bonus per il verde urbano del 36%, che da solo vale 600 milioni di euro, permetterà quindi di ottenere uno sconto fiscale IRPEF da detrarre dalla dichiarazione dei redditi, fino ad un massimo di spesa di 5.000 euro.
    L'importo della detrazione totale spettante, per essere scaricata dalla tasse, deve essere divisa in 10 quote annuali di pari importo e le spese sostenute devono essere pagate tramite il cd. bonifico parlante.
    Sulla base delle ultime novità, il bonus verde non è alla persona ma è sulla casa, pertanto, se si hanno due immobili sui quali far eseguire interventi agevolabili con il nuovo bonus, è possibile sommare le due detrazioni, arrivando così per ciascuna casa, a detrarre il 36% di 5.000 euro.

    Bonus verde 2018: a chi spetta e quando?

    A chi spetta il bonus verde 2018?
    Il nuovo bonus verde 2018 spetta a privati e condomini che sostengono spese per:
    - sistemazione del verde: giardini, terrazzi, balconi anche condominiali;
    - recupero del verde di giardini di interesse storico.
    - fornitura di piante o arbusti;
    – riqualificazione di prati;
    – lavori e interventi per la trasformazione di un’area incolta in aiuole e piccoli prati, manca la conferma;
    Tali interventi, secondo le stime del governo, riguarderanno soprattutto ville, villini e palazzi di pregio ma anche normali condomini.
    Quando spetta il bonus verde urbano del 36%?
    Spetta in caso di lavori e interventi di sistemazione e recupero del verde di qualsiasi unità immobiliare compresi condomini e aree scoperta di interesse storico, di:
    • giardini;
    • terrazzi;
    • balconi anche condominiali;
    • giardini di interesse storico.

    Bonus verde urbano 2018 quanto spetta di detrazione?

    In base a quanto previsto dalla nuova Legge di bilancio 2018, i contribuenti e condomini che nel corso del 2018 decidono di sostenere spese per il recupero o la sistemazione di giardini, terrazzi, balconi e verde di interesse storico, hanno la possibilità di fruire di una nuova detrazione fiscale: bonus verde 2018 detrazioni 36%.
    Ciò significa che si sostengono spese ammesse nel bonus, si ha diritto a beneficiare di uno sconto Irpef del 36% sulle spese totali sostenute, per un massimo di spesa pari a 5.000 euro.
    In pratica, se a gennaio 2018 on in un altro mese dell'anno, decido di sistemare il mio giardino installando un impianto di irrigazione e spendo 3.000 euro, possono detrarmi dalle tasse esattamente il 36% di 3.000 euro e cioè 1.080 euro in 10 anni.

    Bonus verde 2018 per quali spese spetta la detrazione 36%?
    Quali sono i lavori di giardino, terrazzo e balconi che rientrano nel bonus verde 2018?
    Tra le spese agevolabili con il bonus verde al 36% rientrano:
    • le spese per il rifacimento di impianti di irrigazione;
    • le spese per la sostituzione di una siepe;
    • le spese per le grandi potature;
    • spese per la fornitura di piante o arbusti;
    • spese di riqualificazione di prati;
    • spese per lavori e interventi per la trasformazione di un’area incolta in aiuole e piccoli prati, manca ancora la conferma ufficiale;
    Ulteriori informazioni sulle spese agevolabili arriveranno dopo l'approvazione definitiva della legge di bilancio e del successivo decreto attuativo.
    Nel frattempo vi ricordiamo ancora una volta che affinché i suddetti interventi siano agevolabili, i pagamenti, devono essere effettuati tramite bonifici speciali, cd. bonifici parlanti.


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  • CULTURA DEL LEGNO 21
    Materiale del 21 secolo

    Il legno è da secoli un materiale da costruzione ricercato. Questo vale per le palafitte erette 5.500 anni fa al Lago di Costanza, per tanti ponti costruiti dai romani e per le case del Medioevo che, costruite con i muri in pietra, avevano almeno i solai e l’orditura del tetto in legno.
    Anche 50 anni fa, il legno è stato in gran parte utilizzato per compiti di poco valore – era solo abbastanza buono per fienili e baracche. Oggi è altamente impiegato e lavorato. Per edifici di grandi dimensioni ci si affida in questi ultimi tempi ancora all’acciaio e al calcestruzzo.
    Ma ora sorgono grattacieli in legno. Ciò è dovuto in gran parte allo sviluppo negli ultimi decenni dei prodotti in legno. Uno sviluppo nel quale l’impresa a conduzione familiare Rubner è coinvolta con passione da più di 80 anni.
    Oggi il legno è un materiale da costruzione ultramoderno e di alta qualità. Ciò è dovuto alle proprietà del materiale, il suo aspetto, la sua sensazione al tatto, il comfort e il calore. Il legno è una risorsa rinnovabile, e il consumo di energia durante la produzione e la lavorazione è significativamente inferiore rispetto a quello di acciaio o cemento con prestazioni analoghe, ma di peso molto inferiore.
    L'alto grado di prefabbricazione consente brevi tempi di realizzazione. Il legno in caso di incendio di comporta in maniera più calcolabile e controllabile rispetto a molti dei suoi con - correnti ignifughi e i recenti eventi mostrano i vantaggi del costruire in legno in zona sismica. Poiché gli alberi assorbono più CO 2 , le emissioni di carbonio del legno sono significativamente migliori rispetto a qualsiasi altro materiale da costruzione. Gruppi di ricerca, come ad esempio presso l'Università di Cambridge, non approfondiscono sufficientemente l’argomento. Vogliono costruire in futuro grattacieli in legno con 70 o più piani. Noi sappiamo, che con i mezzi che abbiamo a disposizione al momento non è possibile.
    Per gli scienziati, come anche per Rubner, questo non è un motivo per rinunciare a questa visione. Comunque intendiamo trasformare il legno in modo che possa sostenere questo e altri tipi di carichi. Le visioni devono essere vissute, i limiti della fattibilità devono essere superati. Legno, il materiale da costruzione del 21. secolo.

    Peter Rubner
    Presidente Gruppo Rubner
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  • IL PUNTO
    di Marcello Pedemonte

    NASA - IL BUCO DELL'OZONO SI STA RIDUCENDO: E' IL 20% PIU' PICCOLO RISPETTO AL 2005.

    Vi avevo anticipato che avremmo ripreso il tema delle battaglia, del generale Leonida come simbolo di come possa essere a volte indispensabile, combattere per un obiettivo.

    E' altrettanto importante saper leggere quando le battaglie si stanno vincendo, e l'articolo che riportiamo comparso sul Fatto Quotidiano, è estremamente chiaro nel comunicarci che la una battaglia importantissima sta volgendo a favore di chi ha a cuore i valori ambientali e la salute del nostro pianeta.
    All'inizio di questa battaglia le percezioni del problema erano, come oggi, contraddette e contraddittorie: questa è sempre la strategia del nemico, dividi et impera. Ed è per questo che questa notizia NON DEVE svanire nella cronaca dello ieri come una delle tante.
    L'aumento dei tumori della pelle e di altre patologie estremamente pericolose per la salute dell'uomo, ci raccontano di vite perse, esattamente come in battaglia. I danni prodotti dalle radiazioni UV rappresentavano, forse oggi possiamo sfidare il futuro usando nello scrivere un tempo imperfetto, un pericolo in crescita. Che è stato fermato ed al quale è stata imposta una inversione di tendenza.
    Se Leonida può rappresentare il simbolo delle intelligenza e della fermezza dell'uomo, oggi lo salutiamo ed inneggiamo ai valori del suo comando illuminato.
    Per la prima volta gli scienziati hanno riscontrato una “riduzione del 20% dal 2005” del buco dell’ozono. La scoperta della Nasa è supportata da “prove dirette“: i risultati delle osservazioni sono stati resi noti il 5 gennaio. Una buona notizia dopo quelle sugli effetti che i cambiamenti climatici hanno avuto nel 2017. Grazie al satellite Aura in orbita dal 2004, gli scienziati hanno potuto monitorare e confrontare le dimensioni del buco dell’ozono: la riduzione è stata osservata in particolare nei mesi invernali dal 2005 al 2016.
    Questo miglioramento è attribuito dalla Nasa al divieto internazionale di utilizzo dei clorofluorocarburi (i Cfc), i gas usati un tempo in frigoriferi e spray: “Vediamo molto chiaramente che il cloro dei CFC sta scendendo nel buco dell’ozono e che quindi si sta verificando una riduzione dell’ozono” ha spiegato Susan Strahan, scienziata dell’atmosfera del Goddard Space Flight Center e principale autrice dello studio. Già nel mese di settembre dello scorso anno la Nasa aveva registrato come le dimensioni del buco fossero le più piccole finora registrate.
    L’ozono è un elemento essenziale dell’atmosfera terrestre: forma uno strato protettivo naturale ad alta quota che protegge dalle radiazioni ultraviolette dannose per l’uomo e le piante. Un buco in questo strato fu rilevato per la prima volta nel 1985 alla fine dell’inverno nell’emisfero australe. Da allora, si prese progressivamente consapevolezza dell’importanza di questo gas per la sopravvivenza del nostro pianeta. Così la comunità internazionale firmò il Protocollo di Montreal sulle sostanze dannose per lo strato, proprio per limitare l’utilizzo di composti dannosi per l’atmosfera. Posizione ribadita poi con altri trattati d’intesa in materia, come quello di Kyoto. Si calcola che entro il 2070 il buco avrà recuperato i livelli del 1980.


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  • TUTTI GLI INCENTIVI ED I BONUS PREVISTI DALLA LEGGE DI BILANCIO 2018 PER IL SETTORE RESIDENZIALE E NON SOLO.

    La Legge di Bilancio 2018 è stata approvata in via definitiva dal Senato il 23 dicembre scorso in serata e in tutta fretta, con i signori senatori con un piede già sull’aereo che li avrebbe portati alle rispettive destinazioni vacanziere, in modo da evitare che l’approvazione potesse slittare a dopo la pausa natalizia, obbligandoli a tornare in aula prima di Capodanno e Befana (per il testo approvato clicca qui).

    Evitato il rischio di approvazione tardiva e ancor di più quello di esercizio provvisorio, vale la pena, per chi è rientrato al lavoro o si appresta a farlo, fare un sintetico riepilogo delle novità in tema di immobiliare e costruzioni che da lunedì primo gennaio sono entrate in vigore.

    A fare la parte del leone sono tutti i sistemi di incentivazione e bonus che, sperimentati con esiti positivi negli scorsi anni sono stati riproposti e prorogati il più possibile, nonché affiancati da nuovi bonus. L’obiettivo del legislatore è duplice: incrementare la qualità del costruito e, al contempo, riempire le casse dell’Erario incentivando l’emersione di fatturato e generando quindi nuovo imponibile.

    Ecobonus, detrazioni al 65% e 50%
    Prorogata fino al 31 dicembre 2018 la detrazione del 65% per gli interventi di efficientamento energetico delle singole unità immobiliari.

    L’Ecobonus sui condomini resta invariato fino al 2021.

    Si potrà optare per la cessione del credito non solo per gli interventi sulle parti comuni dei condomìni, ma anche per quelli sulle singole unità immobiliari.

    Inoltre, con una dotazione di 150 milioni di euro, il Fondo per l’ecoprestito garantirà i mutui sottoscritti per intraprendere interventi di miglioramento della prestazione energetica degli immobili.

    Detrazione del 65% anche per l’acquisto e la posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti, fino a un valore massimo della detrazione di 100mila euro, a condizione che l’intervento porti a un risparmio di energia primaria pari al 20%.

    Scende al 50% il bonus per l’acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi, di schermature solari e di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a biomassa e caldaie a condensazione con efficienza pari alla classe A di prodotto prevista dal regolamento delegato (VE) N. 811/2013.

    Per quanto riguarda le caldaie, sono esclusi dagli incentivi gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione con efficienza inferiore alla classe A.

    Continuano a usufruire del 65% gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione di efficienza pari alla classe A e contestuale installazione di sistemi di termoregolazione evoluti.

    Detrazione al 65% anche per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione, assemblati in fabbrica ed espressamente concepiti dal fabbricante per funzionare in abbinamento tra loro, o per le spese sostenute all’acquisto e posa in opera di generatori d’aria calda a condensazione.

    Sismabonus ed edilizia popolare
    Dal 2018 tra i beneficiari di sismabonus ci saranno anche gli istituti di edilizia popolare. Restano invariate le condizioni. Per le spese di messa in sicurezza antisismica degli edifici residenziali e produttivi situati nelle zone a rischio sismico 1,2 e 3, effettuate fino al 31 dicembre 2021, è riconosciuta una detrazione fiscale Irpef o Ires. Si parte dal 50% e si può arrivare al 70% se l’intervento determina il passaggio ad una classe di rischio inferiore e all’80% se l’intervento determina il passaggio a due classi di rischio inferiori. Il tetto di spesa su cui calcolare la detrazione è pari a 96mila euro.

    Nei condomìni si parte sempre dal 50% e si può raggiungere il 75% se l’intervento determina il passaggio a una classe di rischio inferiore e l’85% se l’intervento determina il passaggio a due classi di rischio inferiori. In questo caso, il tetto di spesa su cui calcolare la detrazione è pari a 96mila euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio.

    Il miglioramento antisismico è calcolato sulla base delle Linee guida per la classificazione sismica degli edifici (DM 28 febbraio 2017).

    Bonus combo: Antisismica + efficientamento energetico
    Gli interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali situati nelle zone sismiche 1, 2 e 3, finalizzati non solo alla riduzione del rischio sismico, ma anche alla riqualificazione energetica, otterranno una detrazione dell’80% se determinano il passaggio a una classe di rischio inferiore, e dell’85% in caso di passaggio a due classi di rischio inferiori.

    La detrazione sarà ripartita in 10 quote annuali di pari importo e verrà calcolata su una spesa massima di 136mila euro moltiplicata per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio. 136mila euro è la somma del tetto di 96mila euro per unità immobiliare, previsto dal sismabonus “tradizionale”, e di quello di 40mila euro per unità immobiliare fissato per l’ecobonus.

    Bonus ristrutturazioni
    Prorogata fino al 31 dicembre 2018 la detrazione del 50%, con un limite massimo di 96mila euro per unità immobiliare, per gli interventi di ristrutturazione delle abitazioni e delle parti comuni degli edifici condominiali.

    Bonus mobili
    Chi ristruttura il proprio immobile potrà usufruire ancora per un anno una detrazione Irpef del 50%, con un tetto di 10mila euro per unità immobiliare, per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), destinati ad arredare l’immobile oggetto di ristrutturazione. La condizione per usufruire del Bonus mobili è che i lavori inizino dopo il 1° gennaio 2018.

    Bonus verde
    Gli interventi di sistemazione a verde delle aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze e recinzioni, nonché la realizzazione di impianti di irrigazione e pozzi saranno incentivati con una detrazione fiscale dall’Irpef del 36% delle spese sostenute nel 2018, fino ad un massimo di 5mila euro per unità immobiliare. Tra le spese detraibili sono incluse quelle per la progettazione e la manutenzione connesse all’esecuzione degli interventi. In condominio il limite di spesa sarà di 5mila euro per unità immobiliare.

    Tax credit fino a 200mila euro per alberghi e terme
    Il credito d’imposta per la riqualificazione delle strutture alberghiere, che prevede un bonus del 65% fino a un massimo di 200.000 euro per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2018, viene esteso alle strutture termali. Gli stabilimenti termali potranno richiedere il credito d’imposta delle spese sostenute per interventi di ristrutturazione edilizia, efficientamento energetico, eliminazione delle barriere architettoniche, acquisto di mobili e componenti di arredo, realizzazione di piscine termali e per l’acquisizione di attrezzature ed apparecchiature necessarie per lo svolgimento delle attività termali.

    Adeguamento antincendio di alberghi con oltre 25 posti
    Le attività ricettive turistico-alberghiere con oltre 25 posti letto dovranno adeguare le strutture alle disposizioni di prevenzione incendi entro il 30 giugno 2019. Le strutture dovranno presentare al Comando provinciale dei Vigili del fuoco entro il 1º dicembre 2018 la Scia parziale, attestante il rispetto di almeno quattro delle seguenti prescrizioni: resistenza al fuoco delle strutture; reazione al fuoco dei materiali; compartimentazioni; corridoi; scale; ascensori e montacarichi; impianti idrici antincendio; vie d’uscita ad uso esclusivo, con esclusione dei punti ove è prevista la reazione al fuoco dei materiali; vie d’uscita ad uso promiscuo, con esclusione dei punti ove è prevista la reazione al fuoco dei materiali; locali adibiti a deposito.

    Dimore storiche, 20 milioni all’anno per la riqualificazione
    Dal 1° gennaio 2019 saranno riattivati i contributi per interventi conservativi volontari su beni culturali di proprietà privata come le dimore storiche. (I contributi, già previsti dall’art. 35 del Dlgs 42/2004, erano stati sospesi dell’art. 1, co. 26-ter, del DL 95/2012). Per la misura sono stati stanziati 10 milioni di euro per il 2019 e 20 milioni di euro a decorrere dal 2020. Sono stati inoltre previsti 150 milioni di euro per saldare i debiti pregressi dei contributi fermi dal 2012.

    Polizze catastrofali detraibili
    Saranno detraibili le assicurazioni contro il rischio di eventi calamitosi stipulate per le abitazioni. I premi per questo tipo di polizze godranno così della stessa agevolazione fiscale oggi vigente, ad esempio, per gli interessi passivi relativi ai mutui per l’acquisto della prima casa, le spese sanitarie, le polizze vita.

    Fondo da 10 mln per demolizione degli edifici abusivi
    Viene istituito un fondo da 10 milioni di euro, 5 milioni per il 2018 e 5 per il 2019, per la demolizione degli edifici abusivi. Sono stati inoltre stanziati 500mila euro per l’istituzione di una banca dati centralizzata sull’abusivismo edilizio presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. I comuni dovranno segnalare al ministero delle Infrastrutture i casi di abusivismo rilevati sul territorio. La segnalazione costituisce un obbligo e i funzionari o i dirigenti inadempienti saranno puniti con una multa di 1000 euro.

    Iva al 10% per i lavori edili
    Viene fornita un’interpretazione autentica della disciplina dell’aliquota Iva agevolata al 10% per i beni significativi nell’ambito dei lavori edili. La determinazione del valore dei beni significativi deve essere effettuata sulla base dell’autonomia funzionale delle parti staccate rispetto al manufatto principale. La fattura emessa dal prestatore che realizza l’intervento di recupero agevolato deve indicare, oltre al servizio oggetto della prestazione, anche il valore dei beni di valore significativo.

    Detrazioni per studenti fuori sede
    Prevista una detrazione per i canoni di affitto degli studenti fuori sede anche nel caso in cui l’Università sia ubicata in un Comune appartenente alla stessa provincia di residenza, purché siano distanti almeno 100 km. E anche nell’ipotesi in cui l’Università sia ubicata in un comune di residenza distante almeno 50 km se gli studenti sono residenti in zone montane o disagiate. Le agevolazioni sono concesse per i periodi d’imposta in corso al 31 dicembre 2017 e al 31 dicembre 2018, con un tetto di spesa massima di 2.633 euro l’anno.

    Cedolare secca al 10%
    Prorogata anche al 2018 e 2019 l’aliquota agevolata al 10% della cedolare secca, applicabile ai contratti di locazione a canone concordato. Si tratta dei contratti stipulati nei maggiori comuni italiani e in quelli confinanti, negli altri capoluoghi di provincia o nei comuni ad alta tensione abitativa individuati dal Cipe, degli immobili locati nei confronti di cooperative edilizie per la locazione o enti senza scopo di lucro, purché sublocati a studenti universitari e di locazioni stipulate nei comuni per i quali sia stato deliberato, negli ultimi cinque anni, lo stato di emergenza a seguito del verificarsi di eventi calamitosi.

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  • Le frontiere della riqualificazione: la casa milanese di Amazon.

    Gli edifici cambiano volto e funzioni e gli uffici diventano più social e polifunzionali, luoghi aperti alla città. È questa l’ultima frontiera della progettazione che, sempre più spesso, conferisce valore agli immobili in termini di riqualificazione ambientale e rigenerazione urbana.

    Lo studio GBPA Architects è stato incaricato da Antirion SGR SpA, Fondo Antirion Global Comparto Core, della riqualificazione del palazzo ad uso uffici situato a Milano in viale Monte Grappa, scelto da Amazon come sede direzionale italiana. Il progetto ha previsto il completo rifacimento di un immobile degli anni Settanta, ex sede di Tecnimont.

    L’obiettivo del progetto è stato quello di riqualificare e migliorare l’impatto con il contesto nel quale l’edificio è collocato, creando un equilibrio compositivo tra forme geometriche definite di immediata lettura e la massima complessità del luogo dove si inserisce. L’involucro esterno è stato rimodulato con una nuova facciata vetrata che aumenta la permeabilità e la luminosità dei locali. La lettura dei ritmi del prospetto ha confermato i segni verticali attraverso elementi frangisole, reinterpretati con l’uso del vetro serigrafato e lesene in alluminio anodizzato. Sono stati utilizzati vetro, pietra e alluminio in virtù di un linguaggio contemporaneo, previsto ed usato nel contesto di riferimento.

    La parziale demolizione di uno dei fronti ha dato luogo ad una piazza interna, coperta da una grande pensilina vetrata di circa 500 mq, caratterizzata da elementi di arredo e da aree verdi di riqualificazione urbana, che determinano il nuovo accesso all’edificio e aprono gli spazi verso la città e verso il quartiere di Porta Nuova.

    I piani interrati sono rimasti inalterati come funzione, parcheggi e centrali meccaniche, mentre la copertura è stata adibita a board room con la presenza di un ampio roof garden, con alloggiamento di pannelli solari/fotovoltaici. L’edificio è progettato secondo i più aggiornati criteri di efficientamento energetico e sostenibilità ambientale, perseguendo un altissimo grado di integrazione fra le diverse componenti. Gli impianti, in particolare, sono pensati per garantire massimo comfort interno ed efficienza, adottando soluzioni ibride e flessibili, tecnologicamente avanzate, orientate al contenimento dei consumi e all’impiego di energie rinnovabili. L’edificio ha ottenuto la certificazione Leed Platinum.

    di Danilo Premoli – Office Observer
    da Re Quadro - Real Estate Information Network
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  • PICTURES AT AN EXHIBITION

    Vogliamo parlare di benessere, inteso per qualità della vita? Ho intenzione di farlo e spesso per creare uno spazio emozionale ed empatico, in un ambiente tecnico dove si dibatte di materiali, dati, risposte, criteri e problematiche. Materie all'ordine del giorno in una società che guarda con attenzione all'ambiente.

    Ma l'ambiente è anche "bellezza" allo stato puro e credo possiamo concederci ogni tanto una pausa, che in qualche modo resti in tema.

    Io sono un ragazzo degli anni '70, vivo di miti. E questo dovrebbe spiegare il titolo di questo articolo presso da un 33 giri di Emerson Like and Palmer. E' un titolo straordinariamente efficace.
    Ma l'oggetto dell'articolo appare ancora misterioso, per poco!

    Ambiente. Benessere. Bellezza: ci riferiamo ad mercato degli immobili pregiati, al loro habitat, ai siti che le ospitano, alla cultura che è indispensabile promuovere perchè vengano correttamente percepiti. Materia complessa!

    Una delle tendenze più forti nate in questi ultimi mesi è quella di considerare la cultura, nella sua accezione più ampia, una risorsa fondamentale per impostare e sviluppare una nuova concezione di business. Anche nel real estate.

    Nel campo dell’immobiliare di pregio, fare cultura significa avere un approccio corretto alla ricerca di tre elementi: la cultura, lo stile e la qualità della vita. In un paese come l’Italia, culla della cultura mondiale, come potremmo parlare di “pregio”, di bellezza e di sogno senza la capacità di raccontare la nostra architettura, l’arte, i luoghi, il clima, la cucina, il cinema etc. L’Italia detiene il settanta per cento del patrimonio storico-monumentale del mondo. E questa realtà è uno dei vettori di una ricerca atipica, dell’ambizione di portare il meglio del belpaese nel mondo per far conoscere in profondità l’Italia e la sua bellezza.

    A prima vista le immagini sembrerebbero sufficienti a dare il corretto target di valore al primato italiano, ma Venezia, una terrazza a Positano, Pompei, una masseria nel Salento leccese, il padiglione Italia di EXPO 2015 o una sfilata di Alta moda a Milano sono solo la punta dell’iceberg, il segno di una esclusività che va raccontata più in profondità. E questo raccontare, questo viaggio nell’Italia che ci emoziona e ci fa vivere meglio, oggi inizia con Iconica e proseguirà nel tempo, attraverso l’ambizione e il piacere di diventare “qualcuno” che ha a cuore il culto della bellezza, in ogni sua espressione.

    In fondo siamo anche un paese di naviganti e di scopritori. Ed è proprio questo il nostro invito, riservato agli appassionati di ogni latitudine, a scoprire il nostro mercato, che è il nostro Paese. Salite con noi ed alziamo le vele verso il Belpaese ancora poco conosciuto.

    Vele e sartie a posto, si è alzato il vento!


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  • IL PUNTO
    di Marcello Pedemonte

    Il "marchio" di questa rubrica è quello di Leonida, il grande generale che combattè la battaglia delle Termopili, così racconta la cronaca di quei tempi. Ma cosa centra Leonida con le battaglie per il benessere e contro l'inquinamento ed il riscaldamento globale?
    In realtà centra eccome ed ha connessione in particolare con il termine battaglie.
    Acqua ed ambiente sono il vettore della vita degli individui? Mi dichiaro colpevole di una domanda idiota, scontata, dilettantesca e figlia anche della disagiata notte di Capodanno. Non è così.
    Il benessere, se poi davvero trattasi di benessere, si difende con le battaglie. E la nostra società di oggi, più che obesa e molle, appare completamente disarticolata nelle sue strutture fondative, da una particolare tossicità di un benessere talmente flaccido e teleguidato che sta progettando una implosione della qualità dell'esistenza. Di tutti.
    La situazione dello stabilimento siderurgico ILVA di Taranto credo possa essere davvero esauriente. Dove una comunità è stata costretta a lottare per proteggere e mantenere posti di lavoro, pur sapendo che con l'attuale stato degli impianti del siderurgico, le ricadute della salute sulla città sono tanto tragiche quanto inaccettabili per un paese civile.
    Poter sopravvivere e mangiare sapendo di dover morire di cancro, o cadere nella deprivazione alimentare?
    Se è davvero possibile arrivare a questi punti, sì si tratta di combattere per cambiare., ma cosa?
    La risposta è una sola, tutto quello che va cambiato e ristabilire la sovranità popolare con un solo obiettivo centrale: la comunità ed il suo futuro.
    E la storia recente di Taranto è un monito per tutti: quando affrontiamo temi ambientali stiamo trattando della vita di esseri umani e non c'è spazio per tavoli, tematiche, compromessi, soluzioni a lungo termine, patteggiamenti e burocrazie.

    Non abbiamo tempo e non siamo in molti per ora, come alle Termopili. ma nessuno là ed allora non si è fatto trovare pronto.

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  • A FRIBURGO: UN QUARTIERE TUTTO ALIMENTATO DAL SOLE.

    Lo chiamano Sun Ship, Nave solare, per via della forma allungata che ricorda uno scafo, per il tetto piatto su cui si alternano costruzioni come comignoli e per i pannelli colorati che richiamano gli oblò sulle fiancate. È l'edificio più caratteristico del quartiere, il suo simbolo, il biglietto da visita per chi arriva dal centro della città. Magari in visita come turista oppure come architetto, urbanista o ingegnere. Migliaia di persone ogni anno, da tutta Europa, arrivano qui per conoscere da vicino il quartiere ecosostenibile Vauban: duemila appartamenti costruiti con le moderne tecnologie del risparmio energetico. Un quartiere modello, i cui vivono 5.300 persone, con pochissime automobili, tanti giardini e spazi comuni per i bambini e gli adulti.
    Tecnologia e urbanistica
    Il quartiere Vauban dista un paio di chilometri dal centro di Friburgo, città di 215mila abitanti nel sud ovest della Germania, nel Baden Württemberg, vicino a Francia e Svizzera. Si definisce città solare oppure città verde per la grande attenzione verso il risparmio energetico, l'ecologia, lo sfruttamento del solare. Una città che ha 140mila biciclette, una rete di piste ciclabili lunga 400 chilometri, un esteso ed efficiente sistema di trasporti pubblici «pulito». In questo senso Vauban è il fiore all'occhiello di Friburgo, un esperimento che unisce scienza e tecnologia, architettura e urbanistica, socialità ed economia. Vauban si estende su 38 ettari. Qui fino ai primi anni Novanta c'erano caserme, prima della Wehrmacht hitleriana e poi delle truppe francesi (Vauban, del resto, è il nome dell'architetto militare di Luigi XIV). Dopo l'unificazione tedesca i francesi se ne sono andati e nel 1994 l'area è tornata nella disponibilità del Comune.
    Cosa farne?, si sono chieste le autorità cittadine. Un quartiere modello, realizzato con criteri ecologici, nato dal basso: fondamentale, infatti, è stata la sollecitazione e la collaborazione dei cittadini, che hanno partecipato alla progettazione del quartiere. Le prime case sono sorte una decina di anni fa ad opera di cooperative costituite dai futuri residenti.
    Abitazioni particolari
    Si tratta di abitazioni particolari, di legno e materiale naturale, con larghi balconi e grandi porte finestre dotate di tripli vetri. Case con pannelli solari e fotovoltaici integrati nell'architettura, che quindi diventano tettoie oppure protezione per i balconi. Alloggi a massiccio isolamento termico e a basso consumo energetico; ventilati grazie ad un sistema di scambiatori di calore che assicurano aria fresca a temperatura ambiente anche con le finestre chiuse. La maggior parte della case possiede gruppi elettrogeni alimentati da segatura di legno (pellets), in grado di garantire energia elettrica e riscaldamento domestico. Molte, quindi, generano un più di energia, che viene venduta alle compagnie.
    Non è finita: l'acqua piovana, quella della doccia e dei servizi igienici di lavaggio viene raccolta, filtrata ed utilizzata per l'irrigazione; i rifiuti vengono trasformati in compost.
    Tutto ciò ha generato un notevole indotto economico. Friburgo è una città universitaria: le facoltà, dunque, stanno sviluppando la ricerca sull'energia solare in collaborazione con le aziende del comparto, moltiplicatesi. Per studiare il caso Vauban arrivano da ogni parte del mondo. Professionisti, ma anche studenti: ogni giorno pulman si fermano davanti alla Nave solare, scaricano giovani incuriositi ai quali le guide spiegano il nuovo modo di abitare. Che non riguarda sole le case, ma anche l'intero quartiere. A Vauban le auto sono una rarità: 70 ogni 1000 abitanti contro le 60 ogni 100 dell'Italia. Le automobili (come le case, del resto) sono spesso in comune. Chi possiede degli automezzi li deposita in due grandi garage all'entrata del quartiere (uno si chiama Solargarage: anch'esso funziona con il solare).
    Biciclette, tram, gambe: ecco i mezzi di trasporto verdi usati dai residenti di Vauban. Per la gran parte si tratta di una popolazione giovanile, ceto medio, particolarmente sensibile ai problemi ecologici, culturalmente preparata. Il reddito non è discriminante: una casa a Vauban non costa molto più che altrove; il prezzo di costruzione è solo di qualche punto percentuale superiore all'edizilia tradizionale.
    Una scelta di vita
    Vivere qui significa fare una scelta di vita. Basta camminare nel quartiere per rendersene conto. Bambini che giocano nei cortili comuni, nei giardini, negli spazi fra le case; abitazioni condivise da più famiglie; pochissimi negozi per i generi di prima necessità; scuole e servizi sociali; tantissime biciclette; corse frequenti dei tram. La città, con i suoi ritmi frenetici (non caotici: Friburgo è ordinata e tranquilla), è vicina: ma a Vauban sembra sia tracciato un confine. Qui ha preso forma un modello nuovo, la testimonianza concreta - dicono gli abitanti - che esiste un'alternativa al consumo del territorio e dell'energia. Una città solare nella città verde.
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  • Uno degli obiettivi che ci siamo posti, certamente che mi sono imposto, è quello di contribuire ad una informazione il più possibile di valore. La sensazione che ho chiara purtroppo, è che sul tema ambientale al di là delle molteplici tesi, ci sia una forma di ignoranza che in realtà è "poca conoscenza" e naturalmente il forte rischio di strumentalizzazioni a mezzo stampa e televisione.

    Sono certo che sia un nostro compito specifico quello invece di aiutare a rendere più semplice e veloce, la formazione di una coscienza e di una capacità di giudizio e quindi di scelta.

    Ed in questo ambito, la Storia non poteva non essere pronta a darci un contributo essenziale ed anche curioso e non solo per addetti ai lavori. Partiamo quindi in questo viaggio dall'articolo di Matteo Liberti sull'inquinamento atmosferico. E non cadiamo nell'errore di pensare che sì, tutto sommato sappiamo di cosa si tratta! Può essere, ma non siatene certi per cortesia, altrimenti il nostro sforzo appassionato risulterebbe inutile.



    INQUINAMENTO ATMOSFERICO
    Cause e Conseguenze
    di MATTEO LIBERTI
    da IN STORIA - Rivista Online di Storia & Informazione

    L’inquinamento atmosferico è probabilmente la forma di contaminazione della natura che viene meglio percepita dalla maggioranza degli essere umani, particolarmente dagli abitanti dei paesi maggiormente industrializzati e delle grandi aree urbane. Ogni giorno sono ne sono ben visibili ed esperibili alcuni sgradevoli effetti.

    Il mondo, per così dire, si è però iniziato ad occupare seriamente dell'inquinamento atmosferico solo negli ultimi trenta anni del secolo scorso.



    Dagli anni '70 si è iniziato ad adottare delle politiche per la riduzione degli agenti chimici e di numerose altre sostanze particolari presenti nell'aria. Queste politiche per una maggior salvaguardia dell'ambiente hanno dato dei risultati per alcuni inquinanti come ad esempio il biossido di zolfo, il piombo e il monossido di carbonio; per altri, come il biossido di azoto e l’ozono, non hanno invece portato i risultati sperati…



    Tra le tantissime fonti di inquinamento dell’aria, le più comuni sono certamente rappresentate dalle emissioni provocate dalla combustione degli idrocarburi e dei combustibili fossili, e proprio su questi si basano le economie della maggior parte dei paesi industrializzati.

    All’avvelenamento atmosferico contribuiscono principalmente cinque sostanze:

    - anidride solforosa;

    - ossidi di azoto;

    - monossido di carbonio;

    - sostanze organiche volatili (idrocarburi);

    - particelle sospese e polvere.

    A queste si aggiungono poi il piombo, l’ozono, il fluoro, l’acido cloridrico e l’idrogeno solforato.



    Oggi praticamente ogni settore dell’attività umana incide sull’inquinamento dell’aria, secondo modalità, intensità ed effetti differenti. Dalle automobili e dagli impianti di riscaldamento provengono ad esempio le emissioni di ossido di carbonio, di composti organici volatili, di ossidi di azoto e particelle sospese. Dai grandi centri industriali arrivano invece, in pericolosa quantità, le emissioni di anidride solforosa.



    Un particolare tipo di inquinamento dell’aria è costituito dalle piogge acide.

    Accade, semplicemente, che i veleni si depositino nei corsi d’acqua e nel terreno, provocando danni enormi per animali e piante. Il fenomeno è principalmente provocato dall’immissione nell’atmosfera di ingenti quantità di anidride solforosa e di ossidi di azoto. Secondo un’indagine ONU, nei primi anni novanta i boschi europei più colpiti erano quelli inglesi (danneggiati per il 67 %) e quelli tedeschi (53%). Per l’Italia le stime oscillavano intorno al 16%.



    Se le piogge acide si manifestano come un fenomeno già di dimensioni sub-continentali, con la questione dell’ozono si entra nel merito dei problemi di dimensioni planetarie.



    L’emissione nell’atmosfera di particolari composti, clorofluorocarburi (CFC), impiegati come fluidi refrigeranti nei frigoriferi e nei condizionatori piuttosto che nei processi di produzione di poliuretano o nella pulizia di componenti elettronici, provoca un assottigliamento dello strato di ossigeno triatomico che avvolge la terra, fino a produrre delle discontinuità al di sopra dei poli. L’ozonosfera assolve un compito importante nell’economia dell’ecosistema terrestre facendo da schermo all’afflusso della radiazione ultravioletta dannosa per le cellule viventi.



    Si suppone che, per ogni punto percentuale in meno di ozono nella stratosfera, la percentuale dei tumori umani della pelle cresca di ben cinque punti...

    I CFC non esistevano in natura fino al 1930, quando furono prodotti per la prima volta nel laboratori della General Motors.

    Da allora ne sono stati immessi nell’atmosfera circa 16 milioni di tonnellate.



    Ma il pericolo maggiore derivante dall’inquinamento dell’aria è senz’altro rappresentato dal famigerato effetto serra, provocato dall’immissione di ingenti quantitativi di determinati gas.



    L’anidride carbonica, il metano, i CFC e gli ossidi di azoto si comportano verso il flusso di energia proveniente dal sole allo stesso modo dei vetri di una serra. L’energia radiante così intrappolata tende a riscaldare la superficie terrestre, alterandone sensibilmente il clima.



    Il gas che più contribuisce all’effetto serra è senza dubbio l’anidride carbonica, la cui presenza nell’atmosfera è cresciuta notevolmente, dall’inizio dell’età industriale ad oggi, a causa delle enormi quantità di combustibili fossili bruciati ogni anno: si calcola che solo dal 1960 in poi l’uomo abbia immesso nell’atmosfera circa 200 miliardi di tonnellate di CO2, buona parte delle quali dopo la seconda guerra mondiale, e che attualmente continui ad accrescere tale presenza al ritmo di oltre 8 miliardi di tonnellate all’anno…

    L’anidride carbonica non è però l’unico gas a produrre l’effetto serra.



    Notevolmente pericolosi sono gli stessi CFC, una loro molecola riesce a trattenere fino a 20.000 volte più calore di una molecola di CO2, che negli anni ottanta hanno contribuito per circa un quarto all’incremento dell’effetto serra. C’è poi li metano, proveniente dalla decomposizione di depositi organici, fughe di gas da pozzi petroliferi, reti di distribuzione, impianti di trasformazione, emissioni poco controllabili che si prevede porteranno entro il 2040 al raddoppio della concentrazione di questo gas nell’atmosfera.

    I danni derivanti dall’effetto serra potrebbero quindi essere enormi.



    Esistono ovviamente margini di incertezza, ma in ogni caso, anche se ci si muove più sul terreno della possibilità che su quello della certezza, il rischio (che si usa calcolare moltiplicando l’entità del danno per la probabilità che accada) è realmente molto grave.



    Una tendenza all’aumento della temperatura media globale della superficie terrestre, ad esempio, sembra ormai innegabile. Se la tendenza si mantenesse questa, entro il 2050 la temperatura media potrebbe essere da 2 a 5 gradi maggiore di quella degli ultimi anni, con un riscaldamento da 5 a 10 volte più rapido di quello dell’ultimo secolo, toccando così la temperatura dei livelli mai raggiunti negli ultimi 2 milioni di anni.



    Il riscaldamento della superficie terrestre, oltre a influire negativamente sulla produzione cerealicola e sulla sopravvivenza di boschi e foreste e di numerose specie viventi, avrebbe come conseguenza più spettacolare e drammatica un innalzamento dei mari, innalzamento che potrebbe superare i 2 metri già entro il 2100, quale conseguenza dello scioglimento delle calotte polari, dove la temperatura potrebbe aumentare anche di 6 gradi. Ciò potrebbe portare alla sommersione di vaste zone di terraferma e di città altamente popolate...



    Gli effetti dell'inquinamento dell'aria dovrebbero oggi essere misurati costantemente e con estrema attenzione, perché l'accumulo di determinate particelle dipende dalle condizioni atmosferiche e dal livello di emissione di una specifica area, di modo che, una volta che le sostanze inquinanti vengono rilasciate nell'atmosfera, l'azione del vento rende impossibile il loro contenimento in una particolare regione.



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  • QUANDO UN TEMA E' GLOBALE: L'ACQUA.

    Il Rotary International è di solito conosciuto, conta circa 1.300.000 soci nel mondo ed è una associazione che si dedica a grandi progetti internazionali come il progetto di eradicazione della Polio (Polioplus), così come ad interventi specifici di aiuto e di intervento sociale nel territorio di competenza dei clubs.
    Dopo aver eradicato la poliomenite nel mondo, in team e con il supporto della Fondazione Bill e Melinda Gates, un progetto finanziato per più di vent'anni e che ha visto coinvolti l'ONU e l'OMS, oggi il progetto si chiama ACQUAPLUS. E questo porta un rotariano ad una riflessione.

    Forse più che una riflessione si tratta di una presa di coscienza forte, della capacità di fermare il tempo e dare il giusto spazio al tema più ampio del riscaldamento globale e delle sue conseguenza, attuali e future.
    Abbiamo tutti visto di recente sui format televisivi, le immagini di fiumi e laghi in grande crisi di portata, con livelli diminuiti in termini di metri: un dramma.

    Non ci vuole uno scienziato per capire che il tema è una emergenza, e come tale la risposta deve essere adeguata alla situazione.

    Ma come insegna la vita rotariana la prima assunzione di responsabilità è quella individuale: la nostra. Senza chiedersi: cosa possiamo fare noi semplici cittadini? E' una domanda che ha una risposta insita nel rapporto tra uomo ed acqua, tra consumo e spreco e da questa genesi in avanti verso le più complesse analisi e coinvolgimenti.

    Il criterio della responsabilità del singolo è la base di un movimento di riforma, sostanzialmente di una inversione di tendenza. Ed è sostenuto da ricerca, informazione e conoscenza da implementare prima come singoli individui, poi come comunità fino all'obiettivo: una massa critica che può e potrà cambiare e generare un diverso futuro.

    Io comincio da qui, come singolo individuo a produrre consapevolezza e corresponsabilità. Ogni anche piccola crescita aritmetica tipo tabellina 2x2 = 4 non potete avere idea di quanto valga.
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